venerdì 10 febbraio 2012

Lenta, sputija, la nève...


Come direbbe il nostro mitico Jolly, la nève, con la e ben aperta, sputija a più non posso. 
Ed io nun ce la fo più! 
Ore ed ore barricato in casa, ormai da quasi una settimana; sono qui, da solo, a sorbimme la mi moje e la mi socera che bivaccano attorno alla tv accesa ventiquattr'ore su ventiquattro (ma chi semo la BBC?). 
Neanche il mio fido & Co. viene a farmi visita: impegnato com'è a tener la sua casa al calduccio, a spaccar la legna per la stufa, a far andare i termosifoni a determinate ore, a far gocciolare, con parsimonia, un rubinetto del bagno... E poi, per non farci mancare niente, non c'è neanche il calcio - mi riferisco, ovviamente, alle gare della nostra amata squadra- a farmi compagnia. Il Tardiolo somiglia a n'enorme troscia, i suoni del mondo reale sono attutiti, sfumati... 
Insomma, cari tifosi a.ci.di, che cosa si fa in queste situazioni? La malinconia m'invade: ho già esaurito le scorte di salsicce, mazzafegate, busicchie, pancetta, bruschette, false costole, baffo, fegatelle co' la rete (e senza rete); mi sono esibito in ricette di polenta di ogni tipo, ho messo a mollo ceci, lenticchie e farro; ho finito la farina 00, per dar sfogo alla mia turpe voglia culinaria e ho ingoiato non so più quanti chili di gnocchi, fettuccine, lasagne, cannelloni,  tagliatelle, quadrucci, maltagliati (eh, regà, ma voe 'l frate co' le scarte de la pasta lo sapete fa?)... J'ho dato giù forte col vino della cantina, ho scolato diverse bottiglie pregiate comprate qua e là, col disordine dell'appassionato (l'ultima: un eccellente Valpolicella Superiore 2002 DOC, Monte Lodoletta Dal Forno).
Ho recuperato, dalla biblioteca di casa, i libri buoni per ogni occasione.
C'è una testo poetico di Bertolucci, inteso come Attilio, che dice:

Vennero i freddi,
con bianchi pennacchi e azzurre spade
spopolarono le contrade.
Il riverbero dei fuochi splendé calmo nei vetri.
La luna era sugli spogli orti invernali.

E poi ne ho trovato un altro che, guarda un po', parla (anche) di calcio. 
A te tifoso a.ci.do, mio simile, fratello (!), dedico questi versi:

Considerazione

Il sesso. La partita
domenicale.
La vita
così è risolta.
Resta 
(miseria d'una sorte!)
da risolver la morte.

(Giorgio Caproni, Res amissa, Milano, 1991)


 

3 commenti:

  1. Se continua così faremo come quelle case del romagnolo isolate senza luce e elettricità,però è sempre un gran spettacolo però abbonda sempre troppo.

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  2. E' LA SORTE DEI CARCERATI DI LUSSO ! IL PALLONE è QUELLO CHE CI MANCA DI PIU (FORSE) e ,DI CONSEGUENZA ,ANCHE LE TUE CRONACHE ROMANZATE. BELLISSIMA LA POESIA DI CAPRONI,grazie. SPERIAMO DI RITROVARCI PRESTO ,TUTTI INSIEME A TIFARE LA NS BENEAMATA....TANTO IL CAMPIONATO FINISCE A LUGLIO. FORZA ALLERONA...SEMPRE

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