Noi siamo così, da sempre. Siamo quello che non ti aspetti. Quelli delle imprese eccezionali. Quelli che si esaltano davanti alle salite più ripide e se proprio non je la fanno ad arrivare in cima, rigirano prendendola pe ‘l verso della scesa.
Sul finire degli anni ’70, ricordo, eravamo quel nutrito gruppo di “avanzi di balera” che seminava il panico nel Sancascianese; quando il difficoltoso (soprattutto a ‘na cert’ora!) posteggio della Matra Simca Baghera gialla limone del Dieci inteso come Danilo, in prossimità della Casina delle Rose, ci assicurava gli occhi affascinati di qualche ragazzetta della zona; a noi, nonostante la campagna non avesse insegnato nulla né del giro naturale del Twist, tanto meno del ritmo dello Shake, bastava un po’ di fantasia.
E figurarsi, se avrebbe potuto procurarci il minimo imbarazzo la superbia della forestiera di turno, seduta imbalsamata e tirata all’inverosimile, dispensando due di picche a chiunque le avesse timidamente avanzato la proposta (indecente) di un ballo. “Balli?” -No- “Balli?” -No- “Balli?” -No- Servì la nostra spontaneità contadina a vendicare quella massa di ragazzi rifiutati e ridimensionare la preziosa fanciulla al giusto ruolo nella serata: l’omo morto. “Balli?” -No- “Allora tenghime la giubba.” E via, in pista, a scatenarci tra noi.
Ricordo ancora, quanto ci sganasciammo al pensiero della donzella sull’orlo di una crisi di nervi, che girò i tacchi e se ne andò, da dove era venuta, più veloce della luce; ricordo, quei nostri ritorni vittoriosi al paesello, con i fari anteriori a scomparsa del bolide a illuminare la notte. Noi siamo così. Quelli che sanno mettere tutti al loro posto. Noi siamo piccoli ma i grandi ce li mangiamo. E poi brindiamo, alla loro salute, col liquido ‘mbottijato ‘n casa, perché le “etichette” ci fanno schifo. Siamo così, da sempre.
Quelli in grado di compiere imprese inaspettate e rosicare gli ossi duri. Fuori e dentro le piste da ballo, fuori e dentro il rettangolo da gioco. Ora lo so, in questa domenica di metà marzo, sospesa così, tra gli ultimi scampoli di un difficile inverno e i primi boccioli di primavera, è arrivato il momento di dimostrare che quello che abbiamo, lo abbiamo meritato, conquistandolo da soli, partendo dalla parrocchia del paesello quando, tra il disappunto di Don Ugo, sistemavamo i pali a piazza della Chiesa, durante le funzioni. A noi, estranei agli studi e ai manuali delle “Accademie” del calcio, la campagna non avrà insegnato nulla di pallone, in compenso però ci ha concesso dei meravigliosi spazi in cui rincorrerlo. Noi siamo cresciuti così. Ci basta un po’ di fantasia.
Siamo uno schiaffo alla solitudine, al calcio dei musi lunghi, dei silenzi, dei tatticismi esasperati, del formalismo, della pasta scondita, dell’acqua naturale a temperatura ambiente, dello sperpero, degli assegni a parecchi zeri e dei grandi nomi. Siamo così. In grado di cambiare tutto. Di ammutolire i passanti (e, probabilmente, anche qualche spia Preciana in avanscoperta). Siamo Davide che riesce ad abbattere Golia. Dall’ultimo posto nelle classifiche di terza categoria 2009/2010, al quarto gradino del podio attuale, mettendoci alle spalle squadre di provincia, oltre alla concreta speranza di farci strada nella finale di Coppa. Il passo sembrerebbe lungo, invece non lo è stato per noi. Noi che abbiamo nel sangue la “garra charrua”, il coraggio, la forza ruspante, la perseveranza de ‘na volta e una storia incredibile alle spalle.
Ora lo so, in questa domenica marzolina di fronte ad una greppa senza più sedute libere, il ragazzo di paese metterà al suo posto l’Accademia. Il goal, soprattutto il secondo, rimarrà negli annali del calcio; un cammeo realizzato da Luigi Sciulli che, dopo un cross da destra del Principe Baldini, infila la sfera, angolatissima, tra palo e portiere, in uno spiraglio di luce. Il match sarebbe finito così, con un meritatissimo nostro vantaggio. Un 2 a 1 venuto dalla concentrazione e dalla determinazione di tutti; dalla compattezza con la quale siamo rimasti in campo, concedendo agli avversari la buona azione del goal e poco più.
Addio all’Accademia Calcio, alla loro spocchia, alle palle scaraventate oltre la linea laterale quando, sorpresa dal nostro moto d’orgoglio, sull’orlo di una crisi di nervi, ha perso il bandolo di un gioco collaudato che l’ha portata al secondo posto; addio ai manuali del calcio; addio anche allo scandaloso episodio arbitrale (roba quasi mai vista) che ci deruba dai sacrosanti tre punti. Finisce 2 a 2 una partita che noi abbiamo vinto. E adesso che ci siamo trovati, adesso che stiamo crescendo, non come singoli solisti bensì come un’attrezzata orchestra, adesso che niente fa più tanta paura, facciamoli stare a guardare mentre scriviamo un pezzo di storia tutta nostra, solo con un pallone tra i piedi. Possiamo farcela proprio perché siamo così. Da sempre.
Ed ecco a voi le nostre pagelle:
CORTELLINI ALESSIO: Esce, rilancia e afferra, sempre con i tempi giusti. In più, cresce di personalità. Direttore. VOTO: 7
URBANI FABIO: Solita partita attenta in una gara condizionata dal vento. VOTO: 7
FIRNGUELLO SIMONE: Il numero 7 era una bella gatta da pelare. Ma lui se la cava egregiamente. VOTO: 6 ½
MANGANELLO GIORGIO: Grande primo tempo. Vince tutta una serie di scontri e rimpalli con quella tigna che lo caratterizza. Ce voleva proprio! VOTO: 7+
BAMBINI PIETRO: Centrale difensivo attento e preciso, senza fronzoli. Così ci piace particolarmente. VOTO: 7
PALOMBINI MATTEO: Considerando un par de “cazzeggi”, che gli abboniamo, determinato e grintoso. VOTO: 7
FRINGUELLO MATTEO: La sua grande voglia di fare, stavolta lo porta a strafare. Non tutto gli riesce così naturale come al solito. Capita! VOTO: 6 ½
TIBERI RICCARDO: Nonostante abbia dovuto giocare una marea di palloni alti e “ventilati”, palla a terra, è sempre determinante. VOTO: 7
PONTREMOLI ALESSIO: Gioca più al servizio di tutti e, palla al piede, innesca diverse situazioni pericolose. Uomo in più. VOTO: 6 ½
SCIULLI LUIGI: Per uno che non si può allenare per motivi lavorativi, è anche troppo. Un capolavoro sul secondo goal. Grazie! VOTO: 7
BALDINI FRANCESCO: Altra grande prestazione. Ovunque, c’è il suo zampino. Deus ex machina. VOTO: 7 ½
BATTISTI RAFFAELE: Come distinguerlo da un caterpillar? Gavuja tutto il campo! VOTO: 6 ½
PALOMBINI DAMIANO: Se la tecnica andasse a braccetto con la generosità, sarebbe una bomba. VOTO: 6+
RICCITELLI ANDREA: Subentra e si piazza come valido perno di centrocampo. Deciso. VOTO: 6 ½
PANICO DAVID: La palla giusta non arriva. Nel frattempo, si rende utile come può. VOTO: 6 ½
URBANI DIEGO: Entra a partita inoltrata, impegnandosi al massimo come sempre. Cuore pulsante. VOTO: 6 ½
MISTER MOURENO: Gestisce una partita al meglio, dimostrando che non siamo secondi a nessuno. VOTO: 7

Grande Aminadab! Che tempi quelli di S. Casciano! E' vero, piano piano, li abbiamo messi in riga tutti. Compresa l'Accademia. I veri campioni siamo noi.
RispondiEliminaEh si bei tempi quelli di San Casciano, ma che goduria il presente con l'ACD e ora ci aspetta LA FINALE.
RispondiEliminaLA "TIGNA" è SEMPRE QUELLA !BRAVO AMIN ,SI SENTE PERò CHE HAI UNA CERTA ETA'....ANCHE XKè IL CROS DEL 2°GOL VENIVA DA SINISTRA.MA TI PERDONIAMO,X TUTTO QUELLO CHE FAI.TANTO ADESSO è UN OBBLIGO LA BELLA FIGURA CON IL V.MAROSO,TANTO X FAR LORO CAPIRE CHI SIAMO ! X IL MISTER :SE è VERO CHE SIAMO SU ....... A PARTE,NON CI SVEGLIASSERO PROPRIO ADESSO ! ANZI ...E SE GLIE LO FACESSIMO NOI ? FORZA ALLERONA SEMPRE
RispondiEliminaCaro A NONIMO, fervido sostenitore A.Ci.Do, la rete di Sciulli era certamente sull'estrema sinistra ma il cross, ne sono quasi certo, arrivava da destra. Mi sbaglierò, sarà l'età, in ogni caso,a 'na cert'ora, confonno anche la strada de' casa!
RispondiEliminaFATTE Dì DAL GUFO !! NOE VEDEMO LA PARTITA UNO SOPRA L'ALTRO !
RispondiEliminaManca il teatrino del Bello!
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