giovedì 1 marzo 2012

God save the green


God save the Queen” in realtà si canta, a pieni polmoni, tra i sudditi di Albione, con la sacralità che circonda frasi come: “Possa difendere le nostre leggi/ e darci sempre l’occasione/ di cantare con il cuore e con la voce/ Dio salvi la regina”. Come saprete, l’impeccabilità del perfetto stile british, ha anche previsto l’adattabilità del motivo con la sostituzione di “Queen” in “King” se mai quella giovinotta della Regina in carica, abdicasse (ad altra vita) in favore di un Britannico masculo.
Parliamo probabilmente dell’inno più famoso al mondo, non solo perché strombazzato in buona parte del Reame del Commonwealth ma anche perché riadattato, nel tempo, ‘m pò pe’ tutte le guste; così se ai più giovani viene in mente l’azzardato do di petto di Rooney che, fino a qualche giorno fa, faceva venire la pelle d’oca persino a Capello, chi invece ha superato almeno la trentina, ricorderà con più vigore il Wembley Stadium carico all’inverosimile, in una sera del luglio dell’86, e il leggendario Freddie Mercury vestito solo da un drappo di pelliccia che, con “God save the Queen”, dà la buonanotte a centoquarantamila braccia alzate. Dio salvi il suo genio.
E che dire del rifacimento dei Sex Pistols, le cui esibizioni incendiarie, lo ammetto, a que li tempi, me rincojonirono. Era il ’77, anno del giubileo d’argento di Elisabetta II e loro non si fecero trovare impreparati; il regalo fu l’anti-inno nazionale che ben presto finì per assumere la portata di un inno generazionale. Bastò suonarlo sul Tamigi, davanti a Westminster, per farli arrestare tutti. Sento ancora oggi l’odore del tabacco e del cuoio con cui provammo a conquistare il mondo al grido di “live fast die young”. Dio salvi le giacche di pelle.
Davanti all’uccisione della solennità dell’inno, il compassato stile dei lord, in quel caso, impose la più ferrea censura. Davvero niente a che vedere con la calienza sudamericana; ad Italia ’90, fece il giro del mondo il labiale de El Pibe de Oro quando, in Argentina-Germania, l’Olimpico si azzardò a fischiare l’intera esecuzione del suo inno nazionale e lui ripreso dalle telecamere, si lasciò sfuggire il per niente british “Hijos de puta”. Dio salvi Diego Armando.
E anche il nostro inno, se possibile. Ma che è successo regà? S’è abbattuta la scure della censura? Ce l’hanno boicottato? L’altoparlante se so fuse? Se trovassi dei volontari dotati di intonazione, sarei pronto a coordinare un’esibizione a cappella; manca l’inno A.Ci.Do e mi manca qualcosa. Sprofondato nelle sabbie mobili della forzata pausa, dopo quindici giorni senza calcio, senza inno, con una squadra piena di assenze e acciacchi contro la terza in classifica e dopo l’ultima sconfitta pesantissima che incide sull’umore… oggi, confesso, la veggo buia.
Avvolto da un pessimismo cosmico smisurato, decido comunque di sedermi; vista la grande affluenza, le panche sono al completo e io mi accomodo con i calzoni della domenica sul neonato pratino di Mattio. Consapevole di sfiorare la tragedia familiare per una patacca verdognola, ben presto me ne dimentico; lo spettacolo offerto dal Tardiolo, dopo una così lunga astinenza, quasi mi riporta alla vita. Dio salvi questa greppa.
Per i nostri, Mister Mou dispone: Cortellini tra i pali; in difesa Urbani junior, Manganello, l’Assessore e la buona new entry Fringuello Simone; a centrocampo sfilano Riccitelli, Frullicone, Fringuello junior, il Cholo e Pontremoli-Ibra; davanti punge il Principe de’ Ripone. Al fischio d’inizio, le due compagini si dedicano al rispettivo studio; il mio si focalizza sugli avversari d’esperienza: parecchi c’avranno a occhio e croce la mi età, gli altri so certi sacramenti, co le spalle come ‘n armadio. Non fosse che anche Totò stroncò i reni a Maciste, sprofonderei nel tunnel del rosso. Ma oggi latita anche quello.
Eppure nel calcio si sa, esistono delle forze imponderabili che, quando meno te lo aspetti, arrivano a sorprenderti. I Sangeminiesi, fin dai primi minuti, appaiono innocui e le loro sporadiche azioni, sbattendo su una difesa concentratissima, non risultano mai pericolose per la nostra porta; i fratelli A.Ci.Di, dalla loro, sfoderano buone giocate, votandosi alla massima concentrazione e all’agonismo. Da un centrocampo propositivo arrivano buoni e pericolosi scambi là davanti; tanto che al 13’, una procurata punizione al limite dell’area, ci regala il goal del meritato vantaggio. Il capocannoniere A.Ci.Do, sulla palla, decide per un tiro a pelo d’erba che, manco a dirlo, si insacca alla sinistra del portiere. Balzo in aria, assicurato alla lombosciatalgia per i prossimi quindici giorni e dando bella mostra, alla seconda fila, delle braghe inzaccherate. Biascico qualche parola confusa che fa così. Dio salvi il nostro Principe.
Si va negli spogliatoi sull’1 a 0, avendo anche sfiorato un’altra buona occasione con un batti e ribatti che finisce sul petto del portiere, dopo un tiro dell’oplita Manganello. Non riesco comunque ad essere tranquillo; nell’aria aleggia la possibile reazione del Sangemini, magari in seguito ad una bella strigliata negli spogliatoi. Il secondo tempo comincia con questi fantasmi; in più, appena al 20’, subiamo l’espulsione per doppio cartellino di uno stranamente falloso Riccitelli. Rimasti in dieci, Mister Mou ordina alla panchina di dar man forte; il clou della battaglia si consuma a centrocampo dove l’avversario ha perso il bandolo della matassa. E infatti, al 35’, si lascia trafiggere da un’azione di pregevole fattura condotta da Comodino e Re David e finalizzata da quest’ultimo centralmente, con tocco felpato. Dall’emozione, mentre il Bello saltella come un fringuello, io ruzzolo giù.
Sul due a zero, qualche temibile (per l’età) goccia d’acqua, mi costringe a riprendere la via di casa. E dietro al rumore del tergicristallo che mi allontana dal Tardiolo, ripenso alla gioventù passata sul campo; a quando, pur di giocare, sotto a quattro dita di neve, spalammo a fatica le linee del Vincent Lombardi di Castelgiorgio, barcamenandoci, a fiuto, tra il fango della riga di porta e la pozzanghera di centrocampo; a quando, prima di rientrare a casa, strofinavamo forsennati col bicarbonato, i segni, ahimè, indelebili lasciati dal campo sui nostri panni. Oggi come allora, i più ben assestati calci in culo del mondo, non valgono la sensazione di calpestare quell’erba.
Aspettiamo di “andare in stampa”, vista l’importanza dell’andata di Coppa Umbra, disputatasi in quel di Montepetriolo nella serata di mercoledì con un A.C.D. rimodellata e contata. Portiamo a casa, lottando eroicamente, un 1 a 1 dal sapore più che dolce che amaro; ci aspetta un imperdibile ritorno in casa, davanti ad un pubblico da fare invidia e magari con qualche possibile rientro. Nell’attesa di scoprire chi sarà la vera “regina” umbra, mi lancio anch’io in una cover dell’inno. Comincia così: Che Dio ce salve tutte. Ma più di tutti, il Cinese.
Ed ecco a voi le nostre pagelle:
CORTELLINI ALESSIO: Come al solito, concentratissimo pur se poco impegnato. Sicurezza. VOTO: 7
URBANI FABIO: Se possibile, non sbaglia niente. Fa anche più del suo. Energumeno. VOTO: 8
MANGANELLO GIORGIO: E’ tornato più grintoso di come lo avevamo lasciato. Il numero 11, in panico, tremava. Cagnaccio. VOTO: 7
FRINGUELLO SIMONE: All’esordio è super reattivo. D’altronde, il marchio di fabbrica dei “Fringuello” è una garanzia. Benvenuto! VOTO: 7
RICCITELLI ANDREA: Prende diversi palloni, sbagliando pochissimo. Perno. VOTO: 7
TIBERI RICCARDO: Tutte le palle passano da lì. Vigile. VOTO: 7
BATTISTI RAFFAELE: Va dappertutto, rubando una marea di palloni. Gladiatore di centrocampo. VOTO: 7 ½
FRINGUELLO MATTEO: Imposta e contrasta. Impeccabile. VOTO: 7 ½
URBANI DIEGO: Gioca (e bene) con la febbre. Speriamo ci si mantenga. VOTO: 7
PONTREMOLI ALESSIO: La partita che aspettavamo. Finalmente! VOTO:7½
BALDINI FRANCESCO: Sblocca il risultato con una mossa delle sue e, da solo, tiene in scacco la difesa avversaria. Lotta, uscendo sfinito. Eroico. VOTO: 8
MAGISTRATO SIMONE: Entra subito nella parte dell’arcigno difensore. Scritturato. VOTO: 7
PALOMBINI DAMIANO: Solito generosissimo; gli manca un pelo per il tocco che lo consacra. VOTO: 7
PANICO DAVID: Il bomber di razza si vede in queste occasioni. Entra e, alla Matri, fa un goal e quasi mezzo. VOTO: 7 ½
MARCO MARCHIGNANI: Entra a testa fredda. Solido, fa bene il suo lavoro. VOTO: 7
MISTER MOU: Giostra al meglio e bene il materiale A.Ci.Do a disposizione. Gran motivatore. VOTO: 7

4 commenti:

  1. gigi l'alleronese acquisito2 marzo 2012 alle ore 02:39

    Grandi ragazzi come sempre forza acd e complimenti ad aminadab

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  2. Grandissima partita con il Sangemini. Simao un grande paese e abbiamo una grande squadra. Bravissimi tutti! Ora ci aspetta la finale della Coppa!

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  3. GRANDE AMINADAB....DIO LO SALVI ANCHE A LUI E A TUTTI NOI.INTANTO CE DASSE NA MANO COL Gabelletta non sarebbe male ! Poi x la Coppa ci penseremo ...una cosa x volta,regà !!! JE VOJO N'GRAN BENE A STA SQUADRA....dalla A alla Z. Forza ALLERONA....SEMPRE !

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  4. Vogliamo la finale di coppa!!!

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