Secondo una canzone degli U2, a tre anni crediamo che il mondo giri intorno a noi. Io, a trenta e poco più, il mondo pensavo di conquistarlo. E con me l’Italia intera. Era l’estate terribilmente calda del ’90 e quel Mondiale arrivava nel punto di maggiore e illusoria grandezza del paese, dopo i bagordi degli anni ’80 e la messa a punto dei nuovi parterre erbosi sui quali celebrammo un rito tutto pagano.
Eravamo una squadra di calcio giovane, farcita di talenti del calibro di Maldini, Vialli, Zenga (rimasto imbattuto per 518 minuti), Baggio e guidata dal bravo Azeglio Vicini; non avevamo mai perso una partita e i nostri occhi spiritati, quelli di Totò Schillaci, il picciotto venuto dal nulla per abbattere le resistenze austrocecoslovacche, irlandesi, uruguayane e dominare la vetta della classifica marcatori davanti a Careca e Platt, facevano paura. Dieci anni dopo Paolo Rossi, nove dopo Cutugno, grazie ad un ragazzo che cambiava gomme al quartiere CEP e agli altri, fummo nuovamente investiti dalla sindrome dell’“italiano vero”, con quelle palpebre sgranate ad illuminare le nostre notti.
E, alla fine, davvero non ci interessò nulla se quella fu l’ultima illusione, la strada sbarrata per i primi due posti, spezzata da un colpo di testa dell’argentino Caniggia. Quegli ultimi novanta minuti non avrebbero mai cancellato i magici gol di Totò, uno più bello dell’altro; le urla per le strade e, sotto alle finestre, il volume al massimo delle Mivar con la voce inconfondibile del totem dei nostri trent’anni, Bruno Pizzul; “Ciao”, il pupazzo tenuto abilmente in piedi da due giri di fil di ferro, tutto tricolore, il cui nome fu deciso anche da me, assiduo scommettitore del Totocalcio; le radio che suonavano la canzone scritta da Tom Whitlock e musicata da Giorgio Moroder, To be number one, il cui ritornello, nella versione italiana, faceva più o meno così: “Notti magiche, inseguendo un goal. Sotto il cielo di un’estate italiana. Na na na”
Venti anni dopo, eccomi ancora qui, a un passo dall’infarto, a sognare una notte magica, a scrivere di una squadra di paese, giovane e verace, ad inseguire quel goal. Perché, in effetti, uno ne sarebbe bastato ma, nell’imbrunire di mercoledì 7 marzo, ad illuminare il lungo-Paglia, ne arrivano addirittura due; l’ACD ci mette una cinquantina di minuti a sgonfiare il Montepetriolo. La partita, palpitante e maschia, scivola via, dopo diverse azioni tratte dalle più nobili pagine del “Manuale del calcio”, rimanendo sul piano di un’esemplare correttezza. Nessuna ammonizione; alla fine, davanti a cori da pelle d’oca, mentre la squadra disegna gli ultimi ricami di una notte memorabile, qua la mano.
E se anche, non dovessimo dominare il campionato, se anche non dovessimo salire sul gradino più alto del podio di Coppa Umbra, qualcosa di prodigioso mi sembra sia già stato compiuto. I 39 punti, il quarto posto in classifica nel girone D e l’ipotecata qualificazione per la finale dell’11 aprile, per noi, giovani, con poca malizia e ancora inesperti, sono un bottino da far arrossire i più scettici; un successo collettivo, lasciatemelo dire, soprattutto per come è stato raggiunto.
Per il palpabile entusiasmo che ha circondato da sempre l’ambiente rossoblù in questi lunghissimi mesi; per aver risuscitato la sindrome dell’“esse Alleronese”, per aver compiuto lo storico traguardo dell’unificazione, laddove tanti avevano fallito, nel vuoto che ci fermava, a scendere, alla retta del Papa, e, a salire, nei pressi del Cantinone; grazie perché siamo tanti e tutti stretti attorno ad una cosa sola, un pallone. Grazie perché ci ricordate che a volte, si deve prenderlo a calci con spensieratezza, per poi vedere l’effetto che fa.
Senza spropositati investimenti ma con una quantità straripante di idee, domando un campo sommerso dalle erbacce, con un Mister “sergente di ferro” che, di un gruppo eterogeneo, ha fatto una solida famiglia. Sono le mamme a preparare le lumachelle e i babbi a cavare i boccioni; i tifosi a suonare i tamburi. Le nonne a rammendare gli strappi, e non solo quelli delle calze. Grazie perché finalmente viviamo tutti insieme. Anche i cronisti calvi e più di qua che di là. Pure i massaggiatori e i portaborse. Persino i procuratori baffuti del ‘56, un Presidente solo un Presidente, qualche Gufo, che comunque porta un gran bene, e gli stregoni ufficiali. Tutti insieme, dall’Aiarella a via Mazzini, da Peccio al Pratale, fino a Pianlungo, a vivere quest'"avventura in più".
Vada come vada. In quasi tre anni di questa nostra storia, novanta minuti non saranno nulla se non una piccola (e storica) parentesi. Andiamo insieme a prenderci il nostro posto nel mondo ma in quella notte magica, lontana da qui, chissà dove, ricordiamoci, da dove siamo partiti. Perché, cara A.C.D, vada come vada, le tue tre primavere sono state le nostre tre estati (magiche).
Ed ecco a voi le nostre pagelle relative alla serata di Coppa:
CORTELLINI ALESSIO: Con lui partiamo dal voto: 10 per il coraggio e l’attaccamento dimostrato. 8 per la tranquillità che trasmette, 6 purtroppo, sono i punti nel mento. Indistruttibile.
FRINGUELLO SIMONE: Come in campionato, così lo ritroviamo in coppa. Splendido esordio. Se non altro per le centinaia di chilometri che si sobbarca solo per noi, GRAZIE a caratteri cubitali. VOTO: 7
URBANI FABIO: Ostacolo insormontabile. Lucidissimo e tranquillo. VOTO: 7 ½ (doppo lamentite, si sae fa!)
TIBERI RICCARDO: Dove lo metti brilla. Ovviamente di luce propria. VOTO: 7 ½
BAMBINI PIETRO: Arriva da Firenze e si ritrova catapultato in mezzo alla battaglia. Senza gladio e senza scudo, esce sfinito. VOTO: 7
PALOMBINI MATTEO: Acciaccato ma mai domo; lui è così, senza troppi fronzoli. Giganteggia nella sua area. VOTO: 7
RICCITELLI ANDREA: Prestazione intelligente e efficace. Anche lui esce sfinito. VOTO: 7
PONTREMOLI ALESSIO: L’andamento del match mette in risalto le sue caratteristiche. Stoico nelle ripartenze, terrorizza gli avversari. Perde qualche palla in più, ma guadagna un sacco di falli. VOTO: 7 ½
SCIULLI LUIGI: Nonostante la condizione ancora precaria, resta il sangue del bomber che mette il sigillo sulla gara. Da manuale. VOTO: 7 ½
URBANI DIEGO: Goal da raccontare ai nipoti. Si esalta e triplica gli sforzi per portare l’ACD in finale. Osannato dai tifosi, non si può che regalargli un bel 10.
MANGANELLO GIORGIO: Solito mastino determinato ad agguantare la finale. Grintoso, il suo recupero ci dà molte certezze. VOTO: 7
MAGISTRATO SIMONE: Bello concentrato, entra subito in partita. VOTO: 7
MARCHIGNANI MARCO: Carico al punto giusto, dà il massimo, in una gara da lui molto sentita. Bravo. VOTO: 7
PALOMBINI DAMIANO: Tra galoppate e sgroppate, generosissimo, aiuta tutti senza farsi domare. VOTO: 7
BATTISTI RAFFAELE: Contro avversari tecnici non si arrende, anzi contrattacca e, con il solito impeto, si fa valere. VOTO: 7
FRINGUELLO MATTEO: Entra e si vede subito. Guerreggia da par suo nella bolgia di centrocampo. VOTO: 7
BALDINI MOURENO: Corona un sogno. VOTO: 7
Aminadab! Pensavo che stavi male! Grazie a tutti per questa bella avventura! Concordo con le pariole di Aminadab: essere arrivati fino a qui è un bel merito. Crediamoci!
RispondiEliminaLA SQUADRA è STATA VERAMENTE ENCOMIABILE,I TIFOSI ALTRETTANTO.CHI SI ADOPERA X LA RIUSCITA DI QUESTO "PROGETTO" è DA RINGRAZIARE !OGNI SFORZO X ARRIVARE AL TRAGUARDO,senza dimenticare il campionato e la sua classifica,E' QUASI DIVENTATO UN OBBLIGO.X NOI TUTTI ! PERO'NON STRESSIAMO I BIMBI E FACCIAMOLI ARRIVARE CON LA TESTA SGOMBRA AL GIORNO PIU' BELLO.SIAMO SICURI CHE TUTTI,come sempre,DAREMO IL MASSIMO. GRAZIE ANCORA ....E FORZA ALLERONA SEMPRE !!
RispondiEliminaPer un sentimentalone come me questo articolo mi ha strappato una lacrimuccia.
RispondiEliminaNon ho avuto mai problemi a salire per il cantinone tanto per dire che i mondiali del 90 me li sono visti tutti ad Allerona "Paese" a casa di amici di Papi che poi sono diventati anche miei.
Tutto l'articolo è bello ma la frase che mi ha toccato il cuore (faccio copia e incolla per non sbagliare)è stata "Tutti insieme, dall’Aiarella a via Mazzini, da Peccio al Pratale, fino a Pianlungo, a vivere quest'"avventura in più".
Grazie a tutti da chi scrive queste stupende pagine (passando per i giocatori dirigenti e tifosi) a coloro che non hanno mai visto l'acd ma quando mi trovo a parlare con loro comunque mi chiedono della squadra.
Tutti stretti intorno alla squadra nella speranza di fare il meglio delle nostre possibilita'.
Proprio un bel viaggio il nostro e grazie ad Aminadab per averlo ripercorso in questo modo. E domenica, sotto al sole cocente e, polverone permettendo, tutti al Tardiolo!
RispondiEliminaUNA DOMANDA X MISTER MORENO: COME DICE QUEL DETTO....A CARNEVALE OGNI ...... VALE ? JE LO FACCIAMO ,X NON FARE TORTO A NESSUNO ,ANCHE ALL'ACCADEMIA ? FORZA ALLERONA....SEMPRE
RispondiEliminaDaje Acd Allerona! Semo le mejo.
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