Eccoci
arrivati, madidi di sudore ma incolumi dalla sfecciatura, al secondo week end
di campionato. Settimana densa di ricorrenze questa; nel Borgo Antico infatti
fervono anche i preparativi e gli addobbi celebrativi per i primi 24 anni
dell’infaticabile “Sussurratore di caviglie”, in arte Bambo.
Augurandoci di
vederlo presto in mezzo al campo,
intanto gli tiriamo le orecchie. Quanno
se beve?!
E’ sabato 6
ottobre e la Chiesa Cattolica si appresta a celebrare Sant’Alberta, sorella di
S. Fede, celebre fanciulla che subì innumerevoli tormenti per poi finire
decapitata, intorno al III secolo.
La Santa, in realtà è ricordata l’11 ottobre
nel “Proprio” della diocesi di Agen, cittadina della Francia.
Noi, dal
canto nostro, lo stesso giorno, vale a dire giovedì, celebreremo i 56 anni del
martire rosso blu Sant’Alberto (da Viceno).
Il suddetto beato, mandato in campo
per redimere i peccatori pallonerecci, nell’iconografia è spesso raffigurato
mentre agita l’attrezzo del mestiere: uno strumento dal comprovato effetto deterrente
che, dietro la formula assolutrice di “Farabutto!”, sventola sopra le teste dei
penitenti.
Anch’egli, come la Santa di cui sopra, pare aver perso la testa, per
più profane ragioni, in prossimità della linea laterale di Mattio.
Bene.
Iniziamo così il resoconto di questa sacrale e torrida giornata ottobrina, mal
sopportata dalla mia mise in acetato fosforescente. Per grandezza e per aroma,
mi sto riservando un posto d’onore alla “Sagra della pezzata”, intesa come
ascella.
Sono in ritardo, mi aspetta un’ora e mezza di strada verso Marsciano
e, prima che la mia consorte finisca di spilucchiare il finocchio, devo
riuscire a sgattaiolare via; un cambio di look sarebbe troppo rischioso e
l’arguzia del contadino mi fa optare per un veloce colpettino di phon,
quante-e-quante, sottobraccio.
Ma
l’accensione dell’infame apparecchio, provoca un corto circuito casalingo e,
oltre all’ascella, si surriscalda anche l’impianto elettrico.
La tragedia
avviene quando, nonostante la mia prontezza nel riattivare la corrente, il
forno nel quale si rosolava l’agnello per cena, non ne vuole sapere di
ripartire. E’ guerra.
Orbene,
cari tifosi, pensate a cosa deve essere stato abbandonare una donna sul termine
dell’attività ovarica, alle prese con un arrosto bloccato a metà cottura.
Daje,
picchia e mena, celebrato il funerale al forno storico, “che c’avessimo da quanno ce semo sposate” e “nun c’eva mae dato probleme” perché “coceva co l’occhie”, riesco a divincolarmi dopo mezz’ora, solo e
soltanto grazie ad una promessa.
Tra le
personalità legate al Marscianese infatti c’è Mariangelo da Cerqueto, nato nel
1915, idolo di mia moglie e della di lei madre, ovvero colui che ha dato vita
alla popolare figura di Frate Indovino.
Prometto di tornare a casa
nientepopodimenoche con l’edizione 2013 dell’almanacco autografato. Per poi,
poco dopo, scoprire che il povero frate, affetto da tempo dal morbo di
Parkinson, ci ha lasciati dieci anni or sono. In questa giornata cominciata
male, anche i Santi non sono dalla mia parte.
Al rientro, mi toccherà chiedere
alloggio a qualche buon’anima.
Nemmeno la
guida sportiva del mio fido & Co. mi consente di arrivare in tempo per i
cerimoniali del fischio d’inizio; il match tra l’amata A.C.D. e il Real
Sant’Orsola è già cominciato.
Una quarantina di tifosi, intorno alla rete,
applaudono alle gesta dei loro; noi rimaniamo in disparte, consapevole che
l’acetato è la prima causa di ostracismo sociale. Tra i nostri, mi sembra di
scorgere Mr. Fringuello, l’infortunato Papallino, il Gufo (stasera me invitarà a cena la Rita!) e il cameraman A.Ci.Do Luca
Palombini che, causa “inquadratura” troppo ravvicinata ad una vettura nei
pressi di Bardano, rimasto a piedi, pur di essere presente, pare si sia fatto
accompagnare. Stoico! Quasi quanto me.
Sfilano,
in mutandoni rossoblu, Cortellini tra i pali; in difesa Fringuello Simone,
Comodino, Nicolò e Femminelli; a centrocampo impostano Captain Tardiolo,
Manganello e l’Assessore; davanti si battono l’Ibra della Meana, e i fratelli
Sciulli.
Mi dispiaccio dell’assenza da titolare del buon Picchio, il cui fiato
e la cui determinazione, a mio parere, avrebbero dato filo da torcere a questa
squadra coriacea e determinata.
E infatti, non bastano i primi due gol per
chiudere la partita; così, nonostante Captain Tardiolo, con il suo scatto
tignosissimo, sblocchi il risultato, cavalcando una castroneria difensiva degli
avversari e il Brigante della Meana, solitario, insacchi dietro al portiere un
destro di potenza su lungo lancio del buon Tiberi, il match si riporta in
parità già nei primi 45 minuti: prima un esterno e poi una punizione che aggira
la barriera permettono al Sant’Orsola di ristabilire l’equilibrio, in un
momento in cui il nostro reparto difensivo, anziché rilanciare alla viva il
parroco, sembra tergiversare troppo.
Anche la Dea Eupalla ha deciso di voltarci
le spalle. Non è destino!
Il
campo in pessime condizioni, un misto di erbacce e cicoria, off limits per chi
pratica buon calcio, non ci aiuta ma noi ci mettiamo del nostro.
Ci
crediamo ancora, poco prima dell’intervallo, quando ancora lui, Giggi nostro,
architetta una punizione magistrale. 3 a 2. Ma non basta: i padroni di casa non
si piegano, ci credono e, quando Manganello si fa buttare fuori per doppia
ammonizione, riprendono vigore.
Dieci minuti più tardi, infatti, su punizione,
arriva il gol del pareggio. La nostra difesa, ahimè, si lascia sfuggire una
“vecchia” e stanca punta Orsolina abile solo di testa che, proprio di testa, ci
purga. Leggo sul calendario di Frate Indovino: “misura il tuo passo secondo la
tua gamba”. Parole sante!
Ed ecco a voi le nostre pagelle:
CORTELLINI
ALESSIO: Un po’ disattento sui primi due goal ma siamo sicuri che farà tesoro
della giornata no. Capita! VOTO: 5 ½
FRINGUELLO
SIMONE: Si impegna tanto ma con pochi allenamenti non si può pretendere di più.
Grintoso. VOTO: 6
URBANI
FABIO: Il migliore della difesa, ordinato e pulito negli interventi. Cosa
volere di più dalla vita?! VOTO: 6 ½
TIBERI
RICCARDO: Lo ricordiamo in giornate migliori. Sa fare di più e meglio. VOTO: 6
FEMMINELLI
FABIO: Quando la battaglia infuria, il pallone deve viaggiare in aereo. Ci è
sempre tanto piaciuto per questo. Sarà per la prossima! VOTO: 5 ½
SERRANTI
NICOLO’: Non può essere colui che fa gioco. Giornata no. VOTO: 5
MANGANELLO
GIORGIO: Che te possino… Generoso ma forse, dopo l’ammonizione, andava tolto
per minimizzare il rischio. VOTO: 5
TARDIOLO
VALENTINO: Solito agonismo con un po’ di confusione. Intanto segna. VOTO: 6 ½
PONTREMOLI
ALESSIO: Troppi palloni persi, sia per cocciutaggine che per il campo arato.
VOTO: 5 ½
SCIULLI
LUIGI: Due perle; questo è il suo mestiere. VOTO: 8
SCIULLI
ALESSANDRO: Forse non è questo il suo ruolo. Giornataccia. Ti aspettiamo. VOTO:
5 ½
PICCHIO
FLAVIO: Chissà se ci fosse stato dall’inizio? VOTO: 6
DAMIANO,
DIEGO, RICCARDO E ROBERTO: Entrano sotto assedio e fanno quello che onestamente
si poteva fare. VOTO: 6
MISTER
MOU: Formazione un po’ sbilanciata. Si vinceva 2 a 0. Peccato! VOTO: 6
Almeno non abbiamo perso!
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