giovedì 11 ottobre 2012

Scherza coi fanti...




Eccoci arrivati, madidi di sudore ma incolumi dalla sfecciatura, al secondo week end di campionato. Settimana densa di ricorrenze questa; nel Borgo Antico infatti fervono anche i preparativi e gli addobbi celebrativi per i primi 24 anni dell’infaticabile “Sussurratore di caviglie”, in arte Bambo. 
Augurandoci di vederlo presto in  mezzo al campo, intanto gli tiriamo le orecchie. Quanno se beve?!
E’ sabato 6 ottobre e la Chiesa Cattolica si appresta a celebrare Sant’Alberta, sorella di S. Fede, celebre fanciulla che subì innumerevoli tormenti per poi finire decapitata, intorno al III secolo. 
La Santa, in realtà è ricordata l’11 ottobre nel “Proprio” della diocesi di Agen, cittadina della Francia.
Noi, dal canto nostro, lo stesso giorno, vale a dire giovedì, celebreremo i 56 anni del martire rosso blu Sant’Alberto (da Viceno). 
Il suddetto beato, mandato in campo per redimere i peccatori pallonerecci, nell’iconografia è spesso raffigurato mentre agita l’attrezzo del mestiere: uno strumento dal comprovato effetto deterrente che, dietro la formula assolutrice di “Farabutto!”, sventola sopra le teste dei penitenti. 
Anch’egli, come la Santa di cui sopra, pare aver perso la testa, per più profane ragioni, in prossimità della linea laterale di Mattio.
Bene. Iniziamo così il resoconto di questa sacrale e torrida giornata ottobrina, mal sopportata dalla mia mise in acetato fosforescente. Per grandezza e per aroma, mi sto riservando un posto d’onore alla “Sagra della pezzata”, intesa come ascella. 
Sono in ritardo, mi aspetta un’ora e mezza di strada verso Marsciano e, prima che la mia consorte finisca di spilucchiare il finocchio, devo riuscire a sgattaiolare via; un cambio di look sarebbe troppo rischioso e l’arguzia del contadino mi fa optare per un veloce colpettino di phon, quante-e-quante, sottobraccio.
Ma l’accensione dell’infame apparecchio, provoca un corto circuito casalingo e, oltre all’ascella, si surriscalda anche l’impianto elettrico. 
La tragedia avviene quando, nonostante la mia prontezza nel riattivare la corrente, il forno nel quale si rosolava l’agnello per cena, non ne vuole sapere di ripartire. E’ guerra.
Orbene, cari tifosi, pensate a cosa deve essere stato abbandonare una donna sul termine dell’attività ovarica, alle prese con un arrosto bloccato a metà cottura. 
Daje, picchia e mena, celebrato il funerale al forno storico, “che c’avessimo da quanno ce semo sposate” e “nun c’eva mae dato probleme” perché “coceva co l’occhie”, riesco a divincolarmi dopo mezz’ora, solo e soltanto grazie ad una promessa.
Tra le personalità legate al Marscianese infatti c’è Mariangelo da Cerqueto, nato nel 1915, idolo di mia moglie e della di lei madre, ovvero colui che ha dato vita alla popolare figura di Frate Indovino. 
Prometto di tornare a casa nientepopodimenoche con l’edizione 2013 dell’almanacco autografato. Per poi, poco dopo, scoprire che il povero frate, affetto da tempo dal morbo di Parkinson, ci ha lasciati dieci anni or sono. In questa giornata cominciata male, anche i Santi non sono dalla mia parte. 
Al rientro, mi toccherà chiedere alloggio a qualche buon’anima.
Nemmeno la guida sportiva del mio fido & Co. mi consente di arrivare in tempo per i cerimoniali del fischio d’inizio; il match tra l’amata A.C.D. e il Real Sant’Orsola è già cominciato. 
Una quarantina di tifosi, intorno alla rete, applaudono alle gesta dei loro; noi rimaniamo in disparte, consapevole che l’acetato è la prima causa di ostracismo sociale. Tra i nostri, mi sembra di scorgere Mr. Fringuello, l’infortunato Papallino, il Gufo (stasera me invitarà a cena la Rita!) e il cameraman A.Ci.Do Luca Palombini che, causa “inquadratura” troppo ravvicinata ad una vettura nei pressi di Bardano, rimasto a piedi, pur di essere presente, pare si sia fatto accompagnare. Stoico! Quasi quanto me.
Sfilano, in mutandoni rossoblu, Cortellini tra i pali; in difesa Fringuello Simone, Comodino, Nicolò e Femminelli; a centrocampo impostano Captain Tardiolo, Manganello e l’Assessore; davanti si battono l’Ibra della Meana, e i fratelli Sciulli. 
Mi dispiaccio dell’assenza da titolare del buon Picchio, il cui fiato e la cui determinazione, a mio parere, avrebbero dato filo da torcere a questa squadra coriacea e determinata. 
E infatti, non bastano i primi due gol per chiudere la partita; così, nonostante Captain Tardiolo, con il suo scatto tignosissimo, sblocchi il risultato, cavalcando una castroneria difensiva degli avversari e il Brigante della Meana, solitario, insacchi dietro al portiere un destro di potenza su lungo lancio del buon Tiberi, il match si riporta in parità già nei primi 45 minuti: prima un esterno e poi una punizione che aggira la barriera permettono al Sant’Orsola di ristabilire l’equilibrio, in un momento in cui il nostro reparto difensivo, anziché rilanciare alla viva il parroco, sembra tergiversare troppo. 
Anche la Dea Eupalla ha deciso di voltarci le spalle. Non è destino!
Il campo in pessime condizioni, un misto di erbacce e cicoria, off limits per chi pratica buon calcio, non ci aiuta ma noi ci mettiamo del nostro.
Ci crediamo ancora, poco prima dell’intervallo, quando ancora lui, Giggi nostro, architetta una punizione magistrale. 3 a 2. Ma non basta: i padroni di casa non si piegano, ci credono e, quando Manganello si fa buttare fuori per doppia ammonizione, riprendono vigore. 
Dieci minuti più tardi, infatti, su punizione, arriva il gol del pareggio. La nostra difesa, ahimè, si lascia sfuggire una “vecchia” e stanca punta Orsolina abile solo di testa che, proprio di testa, ci purga. Leggo sul calendario di Frate Indovino: “misura il tuo passo secondo la tua gamba”. Parole sante!

Ed ecco a voi le nostre pagelle:

CORTELLINI ALESSIO: Un po’ disattento sui primi due goal ma siamo sicuri che farà tesoro della giornata no. Capita! VOTO: 5 ½
FRINGUELLO SIMONE: Si impegna tanto ma con pochi allenamenti non si può pretendere di più. Grintoso. VOTO: 6
URBANI FABIO: Il migliore della difesa, ordinato e pulito negli interventi. Cosa volere di più dalla vita?! VOTO: 6 ½
TIBERI RICCARDO: Lo ricordiamo in giornate migliori. Sa fare di più e meglio. VOTO: 6
FEMMINELLI FABIO: Quando la battaglia infuria, il pallone deve viaggiare in aereo. Ci è sempre tanto piaciuto per questo. Sarà per la prossima! VOTO: 5 ½
SERRANTI NICOLO’: Non può essere colui che fa gioco. Giornata no. VOTO: 5
MANGANELLO GIORGIO: Che te possino… Generoso ma forse, dopo l’ammonizione, andava tolto per minimizzare il rischio. VOTO: 5
TARDIOLO VALENTINO: Solito agonismo con un po’ di confusione. Intanto segna. VOTO: 6 ½
PONTREMOLI ALESSIO: Troppi palloni persi, sia per cocciutaggine che per il campo arato. VOTO: 5 ½
SCIULLI LUIGI: Due perle; questo è il suo mestiere. VOTO: 8
SCIULLI ALESSANDRO: Forse non è questo il suo ruolo. Giornataccia. Ti aspettiamo. VOTO: 5 ½
PICCHIO FLAVIO: Chissà se ci fosse stato dall’inizio? VOTO: 6
DAMIANO, DIEGO, RICCARDO E ROBERTO: Entrano sotto assedio e fanno quello che onestamente si poteva fare. VOTO: 6
MISTER MOU: Formazione un po’ sbilanciata. Si vinceva 2 a 0. Peccato! VOTO: 6

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