mercoledì 18 aprile 2012

Piermario uno di noi


Su un campo di calcio, lo sappiamo, il cuore batte sempre forte. Quello di Piermario, un ragazzo ventiseienne, uno dei nostri, pulito e dalla simpatia travolgente, si è fermato all’Adriatico di Pescara, poco dopo la mezz’ora del primo tempo di una partita di calcio. Un bravo ragazzo, costretto dalla vita a combattere, capace di superare le difficoltà proprio correndo dietro ad un pallone. La sua storia personale rende, se possibile, ancora più inaccettabile questa tragedia; capirete dunque, cari lettori e tifosi, la decisione di rispettare questa settimana lontana dal “chiasso” calcistico.
La giornata se n’è andata così, senza calcio, senza risultati, senza dirette e senza striscioni, senza la pura ebbrezza di una corsa a perdifiato dietro ad una sfera. Quel ragazzo, che lotta per non morire davanti a milioni di telespettatori, scava un vortice di silenzio. Con la curva del Picchi pronta al suo ultimo lungo applauso, ammutoliamo. Se il cuore di Piermario non poteva essere guarito,  facciamo almeno in modo che guarisca questo calcio malato, schiavizzato da sponsor e diritti, che spreme i suoi uomini per ingozzare tifosi sette giorni su sette, che comunque sia, dopotutto, aspetta soltanto la prossima giornata di campionato per incrementare il rendimento azionario. Ciao Moro, che tu possa offrire al calcio, per lo meno, la possibilità di salvarsi.

1 commento:

  1. Un pensiero doveroso ad un ragazzo che se nè andato troppo presto.
    Bravo Aminadab (come sempre del resto)

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