Penultimo sabato di ottobre; il nostro borgo assapora gli scampoli di luce regalati dall’ora legale prima del lungo letargo autunno-vernino. Ebbene sì, nel momento in cui la tramontana, quella vera, ci prenderà per mano accompagnandoci oltre la naturale soglia del vivere e la crioconservazione apparirà l’unica via di mantenimento possibile, non tutto sarà perduto. TaTaTaTa! Dal bazar delle occasioni, da quel mercato dell’usato che sono le menti A.Ci.De., è arrivata la soluzione. Come ausilio nel combattere le temperature particolarmente pungenti del versante Aiarella-Selva di Meana infatti, oltre alle regolamentari sciarpe lavorate con sottile filigrana d’oro, i dirigenti, gente premurosa, pare abbiano tirato fuori dal cilindro (dal Fiorino del Bello, of course) delle termiche macché dico termiche, ergonomiche macché dico ergonomiche, delle ignifughe, antipioggia, antitaglio, antivento, antitutto, felpe limited edition, marchiate mi-piaci-tu. E a chiunque ci additerà sussurrandoci “fissati!”, pagando oro per sapere da dove arriva ‘sta fisima del rosso-blu, risponderemo che la nostra A.Ci.Dità non avrà mai fine; che noi l’A.Ci.Do lo mettemo ne ‘gni cosa: addosso, nella sabbietta del gatto e nel latte e caffè la mattina. Un po’ come Lapo Elkann con il carbonio, solo che il congiuntivo noi lo ‘mpiascicamo parecchio mejo. In ogni caso, grazie regà, avessimo sempre sognato ‘na muta tutta rosso-blu!
Addio analisti di mercato, au revoir fondi del caffè rovesciati sul paginone centrale de Il Sole 24 Ore, ciao ciao guru del business plan; la nuova collezione Ripuje Uomo-donna-bambino è già, al di là di ogni previsione tecnica, la tendenza 2011/2012. Fonti certe lasciano trapelare che, mentre il fatturato si impenna (Massimè, te ce vojo a contà tutte ste solde!), lo sfondamento del mercato estero giù pe’ Sferracavallo, è già una realtà. Pare che il Bello abbia tracciato il confine delle esportazioni oltre il quale il Fiorino nun je la potrebbe fa. Per prenotazioni, richiesta sconti e fervidi reclami, la dirigenza ha attivato uno specifico numero verde (già intasato!) il cui centralinista capo pare essere un certo Signor Urbani Diego. Regà, si riuscite a pijà la linia, prenotatime due icchese-icchese-elle!
Or bene, scusandomi per la digressione, riprenderò il racconto da sabato 22 ottobre. Quest’oggi ci attende la visita ad un antico gastaldato del comune Narnese, incantevole borgo medievale di viuzze, scalinate e arcate, immerso in un sublime paesaggio. Oltre che per la bellezza del suo centro storico, che sorge sulle pietre sconnesse della via Flaminia, la città è ancor più conosciuta per l’acqua (come noe pel vino!). San Gemini è proprio il paese delle acque; da quelle naturali, a quelle minerali a quelle, vicine, delle Cascate delle Marmore. Un po’ come le nostre memorabili cascate all’uscita della cantina del Coco! Ognuno le sue!
Per molti degli A.Ci.Di che hanno avvertito un certo diffuso disagio nel paese dell’acqua, ce n’era uno che, ormai definitivamente avviato ai crismi della spiritualità enogastronomica, secondo le prescrizioni del già citato dott. Giordano, pare ci sguazzasse. Azzerato ogni livello di colesterolemia e dilaniati i trigliceridi, il Bello si è dichiarato pronto per l’iniziazione sotto le acque minerali SanGeminesi. Vista anche la sua innata classe nel vestire parrucche tinte, pare che proprio sabato sia stato ufficialmente scritturato come sostituto della ex Miss Italia con il Cholo nel ruolo del calciatore e il fiato del passero sul collo, nel nuovo spot pubblicitario a fare (e far fare) grandi quantità di PLIN PLIN. Con il suo baffo, seducentemente scientifico, a ricordarci quanto sia importante essere puliti dentro e Belli Belli fuori.
Bene, iniziamo il resoconto di questa giornata calcistica (la sesta di campionato) salutando i nostri prodi mentre sfilano in attesa del fischio d’inizio. Un paparazzo del pallone, avvicinatosi per uno scatto ai capitani poi finito tra le pagine del Corriere dell’Umbria, ci consente il tempo per una disquisizione di trenta secondi sulla formazione odierna. Tra i pali ritorna il buon Ludo della casata Urbani, in difesa si battono gli opliti Gasparri, Bambini, Palombini Matteo e Urbani Fabio. Il centrocampo è affidato a Frullicone, Fringuello, Il Capitano, l’Assessore e Pontremoli che, leggermente più avanti, fa compagnia al nostro Brigante. Mi pare, il nostro, un buon marchingegno con quegli ingranaggi già rodati dalla dentatura piuttosto affilata. Stretta di mano virtuale con Mister Mou!
Aggradati da una bella giornata di sole e dall’appagante vista del manto erboso, ci sediamo, occhiali sul naso. A occhio e croce, le sifone de SanGemine vanno a tutta callara: i locali, forse anche per la grande quantità di falde acquifere dalle quali poter attingere, dispongono di un pratino verde quasi residenziale. Si loro je danno a acqua minerale, noe mesà che la giramo a vino. Je facesse!
Si comincia. I primi minuti, come da qualche match a questa parte, ce li giostriamo come unici protagonisti essendo la sola squadra in campo in grado di ammaestrare la palla. E’ così che, più o meno al decimo minuto, con un pallonetto diagonale, una sorta di cross lungo, ci guadagniamo il goal del vantaggio. Quell’esemplare maschio (e protetto) di Fringuello dal piumaggio rosso-blu, riesce a scavalcare il portiere avversario mentre orde di Desperate Housewives A.Ci.De a noi vicine si accaldano. Come dire, sente che usignolo! 1 a 0! Odo un solitario grido provenire da destra: “E’ mejo l’acqua del Tioneeeee!” Prendo la nota e mi accodo; cominciamo davvero a vedere il bicchiere mezzo pieno. Becchite que!
Proseguiamo nella strategia del dominio territoriale e tecnico ma Eupalla, che è rimasta in coda sulla Flaminia, non concede il suo benestare e le “situazioni da goal” faticano a trasformarsi in vere e proprie “occasioni”. Le rivolgiamo un calorosissimo pensiero quando: una punizione al limite dell’area dell’Ibra della Meana sfiora la traversa, il tiro al pulito di Captain Tardiolo si allontana sul fondo e quello di Frullicone, a tu per tu con la porta, vola alto.
Si va negli spogliatoi sul vantaggio; a questo punto me pare de’ vede’ un set de bicchiere mezzo pieno! I fratelli in mutande non smentiscono questo mio acuto pensiero tanto che, quando ancora le squadre non sono del tutto sistemate in campo, il nostro amazzonico e bello caldo Eurostar, arrivato in linea diretta sulla destra, si ritaglia una buona occasione entrando in area ma spedendo, ahimè, la palla addosso al portiere. Della serie: chi ha tempo non aspetti tempo! Bravo!
Intanto, alcune necessarie sostituzioni (entrano Re David, Serranti Nicolò e il Principe de Ripone) impongono uno spostamento di ruoli che squilibra un po’ l’assetto iniziale determinando una percepibile confusione. In ogni caso siamo con l’omo in più; infatti, su un presunto fallo di mano in area, il referee, uomo coraggioso, decide di spedire il giovanotto avversario sulla via degli spogliatoi. A questo punto, sfruttando la superiorità numerica, l’Ibra della Meana che non perdona, con calma e sangue freddo, riesce a infliggere il colpo del doppio vantaggio. Mi volto, attratto da un irriverente siparietto: Papalla, con eleganti sculacciate e insaccate di bacino, avanti e indietro, improvvisa uno stacchetto: “l’acqua fa male, il vino fa cantà!”. Santo subito.
Ma i SanGeminesi, gente frizzante, approfittando del nostro momento di confusione, iniziano ad attaccare a testa bassa. E ci confezionano una bella purga quando, a seguito di una mischia davanti al buon Urbani, insaccano la rete del 2 a 1. A questo punto mi duole ammettere che quel bicchiere inizia ad apparire mezzo vuoto; nonostante lo scetticismo, comunque i nostri non mollano con buone giocate di Panico e Ball. Allo scadere però, su un lancio lungo SanGeminese nella nostra area, il Fico non intercetta e, anche se in vantaggio, riesce a farsi superare e commettere dubbio fallo da rigore (fotocopia di domenica scorsa) che l’arbitro prontamente concede. Lucchetti insacca e andiamo sul 2 a 2. Se mi concentro un attimo, raschio il fondo del bicchiere; tutto sommato, non è che guadagniamo un punto bensì ne stiamo perdendo un paio.
Ci avviamo al finale ma le sorprese dal sapore amaro non sono finite; quando manca giusto una manciata di minuti alla fine, Gasparri sembra subire un’entrata un po’ troppo decisa in area SanGeminese; l’avversario in scivolata prende palla o forse palla e piede ma il referee questa volta non fischia. Superfluo, mi capirete, il racconto sul gentile scambio di battute, la conversazione da circolo letterario, tra il sopraccitato e il nostro impavido linesman (vedo che te see ripreso bene però!) invitato ad appropinquarsi sotto la doccia a fare tanta ma tanta PLIN PLIN.
Ci avviamo anche noi e, solitari sulla strada del ritorno, ci raccontiamo che in questa sudata e delicata partita a domino, si sarebbe dovuto evitare di compromettere gli equilibri causando un effetto a catena così tanto coreografico, che ci siamo persi. Ma, acqua in bocca…
Ecco a voi le nostre pagelle:
URBANI LUDOVICO: Per 90 minuti poco impegnato. Non ha potuto farci vedere di che pasta è fatto. Intanto continuiamo a ringraziarlo. VOTO: 6++
GASPARRI ALESSIO: Ovvero: oggi l’Eurostar è un diesel. Cresce alla distanza ma quando attacca rimane devastante. VOTO: 6 ½
URBANI FABIO: Nella ripresa, regge con difficoltà all’urto offensivo degli avversari. Ma non solo per colpa sua. Anzi. VOTO: 6+
TIBERI RICCARDO: Più quantità che qualità. Capita, eccome se capita! VOTO: 6 ½
BAMBINI PIETRO: Ovvero: “come marca sta sega a nastro!” Ottimo, fin quando viene spostato a centrocampo e saltano gli equilibri. VOTO: 7-
PALOMBINI MATTEO: Parola del giorno: Cazziatone. Se volessimo allenà ‘m po’ più spesso maschiè?! VOTO: 6-
BATTISTI RAFFAELE: Aveva di fronte il Sansone SanGeminese. Con qualche difficoltà, è comunque riuscito nell’impresa di addomesticarlo. Solita tenacia. VOTO: 6 ½
FRINGUELLO MATTEO: E’ già pronto un accogliente rifugio per la sua nidificazione. Sarà l’unico passeriforme a non migrare in primavera. Perché noi lo teniamo stretto! VOTO: 6 ½
PONTREMOLI ALESSIO: Ciliegina sulla torta e grappa barricata. Oggi arriva anche il goal. Poi ce ‘mbriaca co tutta ‘na serie de finte e controfinte. VOTO: 6 ½
SCIULLI LUIGI: In fatto di goal sarebbe stata la volta buona. La troppa generosità, lo toglie dalla gara causa infortunio. VOTO: 6+ di stima
TARDIOLO VALENTINO: Moto perpetuo. Tiene bene il centrocampo finché non lascia per crampi. VOTO: 7-
SERRANTI NICOLO’: Entra quando le pecore erano già uscite dalla staccionata. Le rincorre come può. VOTO: 6+
BALDINI FRANCESCO: Ovvero: “Il Principe cerca moglie”. Ma nessuna è alla sua altezza. Asso di impegno e caparbietà. VOTO: 6+
PANICO DAVID: Ovvero: Il rovescio della medaglia. Stavolta l’incornato è lui. Che dolore dall’altra parte! Ancora gridiamo vendetta per quel non-goal. VOTO: 6-
MISTER MOURENO: Un solo appunto: mai, nella vita (e sul 2 a 0) mischiare le carte in tavola. Per il resto, il compianto Nereo Rocco docet. VOTO: 6

GRANDE,COME AL SOLITO,IL CRONISTA.LE FELPE CORRO A ORDINARLE.RIGUARDO LA PARTITA ,RESTO DELL'OPINIONE CHE SE SEMO FATTE MAGNA'R'C...O DA LE MOSCHE.Comunque SEMPRE, FORZA ALLERONA
RispondiEliminaSe è lecito chiedere agli stylists, a me servirebbero delle calosce rosso-blu, grazie!! E comunque, la rimonta sul 2 a 0 una punta di ACidità in corpo la lascia!
RispondiEliminaDicono che le felpe siano state disegnate da A&D, premiata ditta che non ha niente a che vedere con i mitici Armando e Dina dello Scalo. Chi si celerà dietro a 'sta firma?!
RispondiEliminaA volte le lezioni nel calcio, come nella vita, sono utili. Speriamo che i nostri abbiano imparato a gestire partite ormai vinte. Ragazzi, un po' di buon senso! Comunque, siete sempre nei nostri cuori. W ACD ALLERONA! Quando saranno pronte le felpe?
RispondiEliminaLe felpe sono su ordinazione. Te gliel'hai data la misura?!!
RispondiEliminaA chi si ordinano le felpe? A Massimo?
RispondiEliminaAl CHOLO E AL BELLO: Ma lo sconto x chi ne piglia piu' di 2/3 lo fate ?Sennò me sveno. Sempre grandi....FORZA ALLERONA
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