SuperSic era simpatico. Era uno di quelli che mettono spesso i piedi nel piatto senza neanche sapere perché. Era sempre disposto a chiacchierare con qualcuno, a salutare, a regalare un sorriso o una battuta. Era inconfondibile: i ricci al vento, spettinati, un po' da Sansone moderno, a volte tenuti insieme da una specie di turbante, e quella buffa maniera di camminare, un po' sgraziata, la voce da cartone animato, l'altezza forse esagerata per un pilota di MotoGp. Era un pilota controcorrente, diverso, rapido e coraggioso. Un uomo capace di correre a 300 km all'ora, ma con le paure mai superate degli aghi e dei film horror.
SuperSic, spilungone affascinante, mitico numero 58, noi, che abbiamo paura anche ad andare in bicicletta, ti ricorderemo sempre così!
CARO AGLI DEI ,COLUI CHE MUORE GIOVANE.
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