Mesta domenica autunnale: ci ha lasciato Renato Palombini,
nonno delle nostre due perle Matteo e Damiano, il ds Moggi è ricoverato presso l’ospedale di Orvieto per accertamenti
vari, e il capotifoso Damiano Petricelli (Damià,
quanto ce manche!) è andato a portare il buon nome degli alleronesi in quel
di Varese.
Prima del match, previsto per le ore 15, io e il mio fido
& Co decidiamo di abbracciare ciecamente la Quinta Opera di Misericordia Corporale: visitare gli infermi, e ci
inoltriamo in località Ciconia per far visita allo sbandieratore (ufficiale) Alberto
Stefani.
Lo troviamo assorto, poco prima del rancio, nella lettura del dizionario Garzanti che, a detta del
nostro, è stato dimenticato sul comodino dal paziente che precedentemente aveva
occupato il posto letto in cui ‘l Bello
è degente. Belin, che livello! Per tirarlo su di morale, gli raccontiamo della
scorpacciata fatta venerdì sera durante la merenda-cena organizzata dalla carissima
Anna Bruggioni (magnifica factotum: una
specie di Moggi al femminile) presso
l’ex scuola elementare, e delle leccornie che la suddetta capotifosa aveva
preparato: pizza cotta su pel forno,
crostini, trippa, faciole, cinghiale,
pasta e vino rosso a volontà, buona compagnia!
Lo spiritoso & Co, durante il viaggio, aveva lanciato
forti sospetti sul reparto in cui avremmo dovuto cercare il nostro linesman, sostenendo, infatti, che avremmo
dovuto fargli visita in ostetricia, con un bel mazzo di rose rosse, giacché il
nostro ds avrebbe dovuto partorire ‘l fijo del Cholo! Regà, de tutte le colore…
Comunque, i tifosi acidi possono dormire tra due guanciali,
perché: a) ‘l Bello non è incinto/a (per ora); e b) è nelle mani
del buon Giordano, inteso come Giampiero, primario del reparto di cardiologia,
che, come ricordiamo al nostro guardalinee,
è uno dei migliori medici della regione.
Alberto Stefani ha un guizzo improvviso, lascia le sudate
carte garzantiane e ci illumina sul buon nome di Giordano, inteso come Bruno
(!), il quale, secondo il ds nostrano,
debuttò con la Lazio, nel lontano 1975, al fianco di Andrea Agostinelli e Lionello
Manfredonia. St’omo sa ‘gni cosa…
Regà, Moggi sapeva anche che Giordano, inteso
come Bruno, aveva allenato per un po’ la Ternana!!! Ci guardiamo stralunati e sinceramente commossi dinanzi alla
cultura calcistica del degente/dirigente. Altro che parto!
Attoniti, non riusciamo a proferir verbo. Interviene,
allora, il fido & Co, che, poveretto, oggi non ne azzecca proprio una, e
fa: “Eh Bello, venerdì sera a la mi moje,
da le faciole ch’evo magnato a la festa, jo fatto la permanente!” (io, qualche
volta, je darebbe foco a st’omo come, tanto pe’ rimane’ ‘n tema, a Giordano
Bruno…).
A questo punto Alberto Stefani si rituffa nella lettura del
Garzanti di cui sopra e sentenzia: “Peto:
emissione di gas intestinale
attraverso l'orifizio anale!”. Mariasantissima…
Prima che le cose prendano una brutta piega, tolgo la
seduta, lasciando in dotazione all’allettato assistente arbitrale un telefono
(un ai fon, come dice & Co)
collegato con gli spalti del Tardiolo, tramite connessione volante con la
premiata ditta Setek (funzionerà?), grazie al quale lo aggiorneremo sull’andamento
della gara odierna. Che sudata!
Facciamo in tempo ad assaggiare due pezzi di pizza al volo, al
Bar… Zelletta, sito nei pressi
dell’ospedale e via, di gran corsa, al Tardiolo.
Ci attende una giornata di pieno autunno. Mattio è baciato
dal sole, ma già da qualche giorno, in paese, è tornata la tramontana, amica di
sempre dei nostri lidi. Imbacuccati nelle sciarpe rossoblú (mi piaci tu!) e
burrocacao dappertutto, arriviamo giusto in tempo per l'inno. Grazie a una
gentile donazione ci ritroviamo un megafono in pianta stabile sul tetto;
godiamo dell'effetto sonoro durante l'entrata in campo delle squadre. Salutiamo
i nostri prodi fratelli in mutande non senza nostalgia vista la mancanza del
suddetto Petricelli, inteso come Damiano, il quale potrà sempre chiedere la
differita a Luca Pal che oggi, per l'occasione, ha piazzato la telecamera su
queste greppe. Il nostro amato tuttofare Diego Urbani, sbandieratore (si
mormora che anche felice sposo) al posto del titolare Moggi, s’impossessa del secondo ai
fon e stabilisce una linea diretta col nostro ds ricoverato (ma che se
diranno mae? Scejeranno ‘l nome de ‘sto fijo?).
Lo strino di cui
sopra non consente una buona resa del terreno da gioco che assomiglia, invero,
al deserto; costanti folate di sabbia mosse dal vento ci invadono. Rovi e ramoscelli mescolati alla gramigna
formano delle sfere acuminate che rotolano impazzite. A me ricordano i set dei primi film western che vedemmo, tanti anni fa, alla Sala
Aurora, proiettati dal mitico Ansanino (ma
l’America, Ansanì, ‘ndov’è?) Resistiamo. Il pubblico è ben nutrito: qualcuno
si accomoda con un plaid sulle gambe, altri sigillano le giacche a vento, e alcuni
si affidano alla classica, e infallibile, ricetta del vin brulé (voe mette?!).
I nostri eroi salutano i tifosi sugli
spalti: regà, ‘sta partita la dovete
vince anche pel Bello degente!
La formazione mi garba assai: mister
Baldini, scende in campo con un solido 4-4-2 che vede Ciuco tra i pali, difensori
laterali Gasparri e Comodino,
centrali ‘l Cannavaro de Bardanella,
e, udite, udite, la Sega a nastro
dell’Acquaviva; a centrocampo si schierano capitan Valentino, Fringuello, l’Assessore e Frullicone. Pungono in attacco Re
David e ‘l brigante de la Meana. Fischio
d’inizio. Le due formazioni si studiano per circa un quarto d’ora, abbastanza infastidite
dalla bora, sin quando il dio Eolo dirige un magnifico passaggio di esterno a giro (come se diceva ‘na volta) del nostro Assessore che imbecca in area Re
David, il quale col piede destro (miracolo!) uccella il portiere avversario.
Meritato vantaggio; festa sugli spalti e telefonata al cardiopalma per il ricoverato
Moggi. I nostri ci credono e subito
dopo la rimessa in gioco dal circolo centrale, in un arrembaggio ben
orchestrato dalle truppe acide,
raddoppiamo grazie a una bella azione corale sulla destra, con un tiro respinto
dal portiere che il buon Frullicone,
in mischia, riesce ad insaccare. Festa doppia e collegamento di nuovo col Santa
Maria della Stella (‘l Cholo sembra esse’
a 90º minuto: Ciotti, qui Ameri, qui Cholo…). Della Virtus Ortana poche
notizie: nel primo tempo sono riusciti a lambire una traversa e non impensieriscono
affatto la nostra difesa. Luca Ciuco offre una grande sicurezza al reparto (regà, ‘n bon portiere è mezza squadra…)
e Bambini Pietro ha dismesso gli abiti del legnatore e ha imboccato -sarà forse
la maturità?- la strada della saggezza calcistica: schierato da Moureno come
centrale, svolge il suo lavoro alla perfezione, rilancia con criterio, chiude i
corridoi che i nostri avversari vorrebbero approfittare e dosa la pausa
necessaria nel vedere il gioco da dietro. Ma
chi see? Mascherano?
Nel riposo ‘l Bello, dalla corsia, si scatena e telefona un po’ a tutti (l’ai fon lo pagamo noe, eh?): Vanessa, Ciucciornia, ‘l Cholo… E che è?
Il secondo tempo è all’insegna del
controllo della situazione. È pur vero che concediamo qualche cosina in più ai
rivali, ma il buon Ciuco, autore di due magnifiche parate, sbaraglia le situazioni complicate.
Bravo!
Moureno comanda la girandola delle
sostituzioni. Ne ho perso il conto.
La Dea
Eupalla (grazie infinite!) ci premia, di nuovo, con l’autogol del
definitivo 3-0. Il numero 7, capitano degli ortani, pecca di poca sportività in
un’azione in cui i nostri prodi lanciano fuori campo la sfera, con fair play, per permettere ai soccorsi di
verificare le condizioni di un calciatore avversario infortunato. Embé! ‘st’ignorante nun ce ridà ‘l pallone!
E allora te le cerche, cocco mio? Infatti, la Dea del pallone, che vede e sa, lo punisce con
una svirgolata parabolica clamorosa, dal limite dell'area, che si
trasforma in un eccezionale pallonetto che scavalca il portiere rivale e va ad
infilarsi tra le maglie della porta rivale. Gollonzo,
ma giustizia è fatta!
A tre minuti dalla fine, il referee, che sino a quel momento aveva
dimostrato notevoli doti di conduttore di gara, sbaglia clamorosamente su un intervento
del Fico, il quale, nella nostra
area, calcia -in primis- nettamente
la sfera, colpendo, a continuazione, anche un avversario. Calcio di rigore
ingiusto che il buon Ciuco non può detenere. Peccato! Finisce qui. L’arbitro manda
le due squadre negli spogliatoi. Portiamo a casa un’altra meritata vittoria (ma nun v’avevo detto che ‘l campionato
sarebbe ‘ncominciato ‘n ritardo per noe?). Oggi la nostra squadra mi è
piaciuta molto: ha giocato con criterio ed equilibrio. Le punte hanno
supportato generosamente il centrocampo (Giggino
10, pirata nostro, sta tornando in forma!) e la difesa è apparsa
inespugnabile. Bravissimi!
Recuperiamo l’ai fon
affidato al Cholo. Brucia! Arriva un
sms di Moggi dall’ospedale. Scrive il
nostro ds: Voe avrete anche fatto n’opra de misericordia corporale ogge, ma io
n’ho fatta n’altra de misericordia spirituale: “sopportare pazientemente le persone moleste” (voe due!). E
la squadra n’ha rifatta n’altra: “Insegnare agli ignoranti” come se gioca a
pallone. Amen.
Ed ecco le nostre pagelle:
CIUCO LUCA: La cognomastica nel suo caso inganna. Lui è un
cavallo di razza, un purosangue! Dolicoformo. VOTO: 7+
GASPARRI ALESSIO: Anche detto Polmone amazzonico. Cede solo un po’ nel secondo tempo. Ma li aveva
già sverniciati tutti. TGV. VOTO: 6 ½
URBANI FABIO: E’ uno dei capisaldi della filosofia A.Ci.Da.
L’Eterno BadaRitorno. Armadio. VOTO: 7
TIBERI RICCARDO: Non ce ne vogliano i suoi. Ma da oggi è
ribattezzato in Muti. Che sinfonia, che armonia, che direttore! Sindaco subito! VOTO: 7 ½
SERRANTI NICOLO’: La tramontana nostrana per lui è un colpo
di phon per sistemare la messa in piega. Rimane solido e gioca con i piedi per
terra. Massiccio. VOTO: 6 ½
BAMBINI PIETRO: La sega a nastro stagionata. Rimane grinta,
personalità e concretezza ma cresce la maturità. Tra i migliori. Dalla razza Machina serrae taeniaticae Aquavivae, alla
specie Venustus pedilusor. Che
cambiamento! VOTO: 7 ½
BATTISTI RAFFAELE: Macché vento da nord, lui è un uragano.
Nel campo dell’Ortana restano solo macerie. Lo
strino è lue! VOTO: 7
FRINGUELLO MATTEO: Ovvero: Cronache di una giornata no.
Intrepidi e fiduciosi, aspettiamo che passi la mezzanotte. Nun l’avranno mica rovinato le numerose spasimante de la festa?
Comunque, domani è un altro giorno. VOTO: 6+
PANICO DAVID: Nell’arena si distinguono: tori, timidi
vitellini e quaquaraqua. Si batte, sbatte e stavolta incorna pure. Nacchere e olè.
VOTO: 7
SCIULLI LUIGI: Corre, recupera e difende. Ci piace quello
che fa. A lui, sembra, un po’ meno. Tempo al tempo brigante! VOTO: 6+
TARDIOLO VALENTINO: Solito gigante. Esce sfinito prima di
averli accartocciati tutti (ha già buttato via le foto della Minetti?). VOTO: 7
½
MAGISTRATO SIMONE:
Appena interpellato, dimostra di avere la risposta pronta. Il ragazzo si
applica. VOTO: 6+
PALOMBINI DAMIANO: Della serie: Corri, ragazzo, corri.
Arriverai. VOTO: 6+
PALOMBINI MATTEO: Buona prestazione. Con qualche allenamento
in più tenderebbe all’ottimo. Peccato. VOTO: 6+
PONTREMOLI ALESSIO: E’ come entrare in pista quando il
valzer è all’ultimo giro. Mancano gli stimoli. Trescone… VOTO: 6+
BALDINI FRANCESCO: Piccoli problemi fisici durante la
settimana gli concedono comunque una buona sgambatura. VOTO: 6+
BALDINI MOURENO: Criterio, equilibrio e cambi giusti. Manco
m’avesse letto nel pensiero! Affinità elettive. VOTO: 7

Immaginare la citazione da Garzanti pronunciata dalla voce del Bello non ha eguali!
RispondiEliminaGrazie per la bellissima immagine!
'l Cannavaro de Bardanella
Grande prova di tutti,giocatori,allenatore,dirigenti,tifosi(bell'incasso !)ma il cronista è sensazionale !! Dove la trova tutta sta fantasia ? Secondo me si aiuta con qualche A.C.DO. FORZA ALLERONA P.S. Nun'è che ora se montamo l'capo ?? Morè falle volà basse!! Che la strada è quella giusta .
RispondiEliminaPartita completa della nostra squadra. E' vero che dobbiamo essere umili e rispettare gli avversari, però quest'anno è tutta un'altra musica. Il cronista nun ce sta`col capo! Bravissimi!
RispondiEliminaGrazie per i complimenti. Non vi preoccupate tanto per la mia salute mentale. E'la tramontana che m'ha fregato da piccolo.
RispondiEliminaTifosi acidi, leggete questo articolo. È importante. È proprio vero che la mamma degli idioti è sempre incinta (anche dalle nostre parti. Purtroppo!): http://www.alleronaheimat.com/wp/?p=3489
RispondiEliminaSembra incredibile che nel 2011 ci siano degli stupidi sciolti che vanno in giro a profanare le tombe. Spero che la nostra amministrazione comunale sappia fare la sua parte.
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